Un’indagine del Forum Disuguaglianze e Diversità su circa 3.000 studenti tra i 17 e i 19 anni mostra un forte distacco tra giovani e politica.
L’81,5% degli intervistati ritiene che la propria voce non conti nelle decisioni del Paese, un dato molto più alto rispetto alla media europea. Ne deriva una forte sfiducia nelle istituzioni.
Le principali preoccupazioni riguardano lavoro, futuro economico, guerra e perdita dei diritti, con particolare intensità tra gli studenti del Sud Italia.
Cresce anche il disinteresse verso il voto: l’affluenza giovanile è calata negli ultimi decenni, arrivando intorno al 50% alle elezioni europee del 2024.
Il report evidenzia però un punto chiave: quando si vota su temi concreti, la partecipazione aumenta. Questo indica che non c’è rifiuto della politica, ma distanza dalle forme tradizionali.
In crescita invece le forme di impegno “non istituzionali”: volontariato, scelte di consumo etico, boicottaggi e attivismo digitale.
In sintesi, emerge una generazione che vuole incidere, ma preferisce strumenti diretti e temi concreti rispetto ai partiti tradizionali.
Narrazione LIS: Gianluca Grioli
