VR

Un esperimento innovativo ha immerso giovani uomini nei panni di un avatar femminile vittima di catcalling, le molestie verbali che molte donne subiscono ogni giorno per strada. Attraverso la realtà virtuale, i partecipanti hanno provato frasi offensive e invadenti, come «Dai, sorridi!» o «Che bel corpo!». Le reazioni fisiche ed emotive — battito accelerato, sudorazione, paura, rabbia — hanno dimostrato quanto l’esperienza sia intensa e realistica.
Lo studio, condotto dalle Università di Bologna e Messina insieme al CNR, mostra come la realtà virtuale possa essere uno strumento educativo ed empatico per sensibilizzare, educare e prevenire comportamenti di molestia. L’obiettivo è chiaro: far comprendere che il catcalling non è un complimento, ma una forma di violenza che ferisce e umilia.


Traduzione LIS: Gabriella Grioli