Caso Ultrà, cosa rischiano Inter e Milan (e come possono uscirne bene)
Traduttrice LIS: Laura Caporali
I ginecologi si arrabbiano con Papa Francesco per le sue frasi sull’aborto: «Gli scriveremo, non meritiamo questo trattamento»
I ginecologi italiani si sono sentiti colpiti dalle recenti dichiarazioni di Papa Francesco, che ha definito i medici che praticano l'aborto come "sicari" durante una conversazione con i giornalisti. Il segretario dell'Associazione ostetrici ginecologi ospedalieri italiani (Aogoi), Antonio Chiantera, ha espresso il disappunto della categoria, sottolineando che l'aborto è regolato dalla legge 194 e che i medici sono tenuti a rispettarla. Chiantera ha dichiarato di essere certo che il Papa abbia usato il termine "sicari" in modo inappropriato e ha annunciato l’intenzione di scrivere al Pontefice per far presente che i medici non meritano un trattamento simile.
Papa Francesco, nel suo intervento, ha ribadito la sua posizione sull'aborto, definendolo un omicidio, distinguendo però i metodi anticoncezionali, che considera un argomento separato e meno grave.
Traduttrice LIS: Laura Caporali
Palermo, una 18enne finisce in coma dopo un party. Il fidanzato: «Le hanno messo della droga nel drink»
Una ragazza di 18 anni è finita in coma dopo aver partecipato a un party in un locale di via Candelai a Palermo, attualmente sotto sequestro. La giovane è stata ricoverata in codice rosso all’ospedale Civico, dove si trova in rianimazione. Il fidanzato ha raccontato che la serata sembrava normale fino a quando la ragazza non ha bevuto da un bicchiere e ha accusato un malore, portando alla chiamata dei soccorsi. Gli esami tossicologici hanno rivelato la presenza di droga, e il fidanzato sospetta che qualcuno possa averla messa nel drink. Le indagini dei carabinieri sono in corso per chiarire l'accaduto, mentre le condizioni della ragazza sono in miglioramento, ma la prognosi resta riservata.
Traduttrice LIS: Laura Caporali
Meryl Streep all’Onu: «Gatti e scoiattoli hanno più diritti delle donne afghane»
L’intervento dell’attrice premio Oscar a un evento a margine dell’Assemblea generale Nazioni Unite a New York,
Meryl Streep ha parlato delle condizione delle donne in Afghanistan in un evento a margine dell’Assemblea generale delle dove aveva parlato anche Giorgia Meloni. «Negli anni Settanta la maggior parte dei funzionari pubblici erano donne: docenti, avvocate, dottoresse poi si è rovesciato tutto. Oggi a Kabul un gatto ha più diritti di una donna. Un gatto può sedersi in veranda e prendere il sole, può rincorrere uno scoiattolo in un parco. Oggi persino uno scoiattolo ha più diritti di una donna, visto che nei parchi pubblici è vietato l’ingresso alle donne». L’attrice, vincitrice in carriera di tre Oscar e nove Golden Globe, ha parlato delle contraddizioni del Paese da quando i Talebani sono tornati a prenderne il controllo: «Un uccello può cantare a Kabul, una ragazza invece non può, una donna non può in pubblico. Ma sento che la comunità internazionale nel suo insieme, se si unisce, può indurre cambiamenti in Afghanistan, fermando il lento soffocamento di metà della sua popolazione».
Traduttrice LIS: Gabriella Grioli